Storia e cultura di Recoaro Terme, ai piedi delle Piccole Dolomiti

Via Lelia

Recoaro Terme | Via Lelia

Via Lelia, in una foto d’epoca

La Via Lelia era un tempo alberata e considerata il vero e proprio “salotto” elegante della Recoaro durante la belle époque. Essa deve il suo nome a Lelio Piovene, scopritore nel 1689 dell’acqua minerale che diede il via ai destini termali di Recoaro.
Procedendo in direzione delle Fonti Centrali, sul lato sinistro si nota l’Albergo Ligure (seconda metà del secolo XIX), che presenta poggioli con ringhiere in ferro al primo piano e semplici balaustre di legno ai piani superiori. La parete esterna è di colore ocra, con riquadrature chiare e medaglioni dipinti che imitano la tridimensionalità dello stucco.

Recoaro Terme | Via Lelia

Hotel Spagnolo, particolare della facciata

Le pareti degli edifici erano dipinte con la tecnica a mezzo fresco. Si procedeva dall’alto verso il basso stendendo via via lo strato di malta fine e predisponendo poi lo spolvero su cui veniva tamponata la polvere di carbone per la traccia del disegno; a volte le malte erano segnate con il ferro per individuare meglio le campiture e per evitare le sbavature del colore.
Adiacente al Ligure è l’Albergo Spagnolo che conserva nella facciata, un tempo interamente affrescata da ricche riquadrature, le portefinestre e poggioli con balaustrini in ferro. La porta d’entrata in larice evidenzia inserti a vetri smerigliati con un motivo ornamentale sul bordo. Nell’ingresso è conservata una plafoniera originale con foglie di metallo e tre campanule reggi-lampadine in vetro. La scala in pietra è accompagnata da una ringhiera in ferro con motivo di balaustro stilizzato in corrispondenza di ciascuno dei gradini. Il soffitto di ogni rampa di scale è abbellito da una riquadratura verde salvia che sui brevi mostra un elegante decoro con soldanelle e foglie.

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Casa Munari

Sul lato opposto della via, la Casa Cornale mostra una facciata a due piani con due file di cinque poggioli intervallati da motivi ornamentali bianchi su fondo ocra. Tornando sul lato sinistro, verso la fine della via, la Casa Nicolato, che risale al primo dopoguerra, presenta una facciata di colore uniforme, come pure le ringhiere dei poggioli, mentre in origine la decorazione era a righe interrotte dalle forme curve delle cornici delle finestre; un effetto, questo, sottolineato anche dagli stessi poggioli in ferro con le ringhiere ad elementi di contrasto chiaroscurale. Il cornicione, sostenuto da mensole binate, è decorato con rosoni. Si osservi come l’importanza della decorazione venga a ridursi di piano in piano a partire dal basso.
Al termine della via, sempre sulla sinistra, la Casa Munari ci mostra un bell’esempio del gusto tardo liberty che si era andato diffondendo dopo la fine della prima guerra mondiale. La facciata si caratterizza per la tessitura a tappeto dai colori vistosi, rosso e giallo, con la parte inferiore a picche e quella superiore a ventaglietto. L’insegna è dipinta con caratteri liberty, mentre le finestre presentano cimasa sporgente e balconcini con colonnine in cemento.

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Caffè Al Fiume